Energia: Acqua calda, laguna di Grado come fonte di riscaldamento

31 gen. – Riscaldare due edifici comunali e fornire a enti pubblici e ad aziende private della zona l’opportunita’ di sfruttare l’acqua calda che si trova nel sottosuolo della laguna di Grado. Questi gli obiettivi che si pone un progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Grado, sostenuto dall’Unione Europea attraverso il fondo strutturale Obiettivo 2, e presentato oggi nell’Isola d’oro.

Il progetto, che comporta un impegno per la Regione di un milione e 200 mila euro, mentre una somma analoga e’ messa a disposizione dalla locale amministrazione civica, si sta concretizzando con la trivellazione di un pozzo, che si spingera’ fino a circa settecento metri di profondita’, e dovra’ consentire ai tecnici di quantificare l’entita’ della risorsa idrica calda disponibile nel sottosuolo. Si tratta di un progetto di grande attualita’ anche perche’ coincide con gli obiettivi che si pone la programmazione europea per il settennio 2007-2013, in ottemperanza all’Agenda di Goteborg, con la quale si propugna lo sviluppo sostenibile del territorio, e l’Agenda di Lisbona, per lo sviluppo e l’occupazione.

Le ricerche sulle fonti di energia alternative e rinnovabili – e’ stato sottolineato – sono accelerate certamente dalla crisi del petrolio, ma soprattutto dalla consapevolezza raggiunta dall’intera comunita’ internazionale rispetto all’esigenza di tutelare il nostro habitat e di disporre nel contempo di fonti energetiche diverse da quelle di origine fossile, le quali sono tra l’altro in via di esaurimento rispetto al fabbisogno globale. Il pozzo, come ha spiegato Tiziano Tirelli, direttore del servizio Geologico della direzione Ambiente e Lavori Pubblici, si sta scavando (oggi ha raggiunto 530 metri di profondita’) nella zona piu’ occidentale dell’isola di Grado, sulla spiaggia, nei pressi del canale navigabile di accesso alla laguna. Se le ricerche in profondita’ daranno esito positivo, ovvero si raggiungera’ il bacino d’acqua calda alla temperatura di circa cinquantacinque gradi, saranno poi realizzati impianti per il teleriscaldamento di edifici di proprieta’ del Comune.

E’ stato calcolato che sarebbe possibile prelevare dal sottosuolo (senza intaccare l’ecosistema sotterraneo in quanto e’ prevista la successiva reimmissione dell’acqua nelle falde), ventidue litri d’acqua al secondo alla temperatura di 55 gradi. Cio’ permetterebbe una produzione stimata annua di circa due megawatt di energia.
Ossia, consentirebbe di risparmiare circa 1.700 tonnellate di petrolio l’anno per il riscaldamento: l’equivalente di ottomilaottocento barili di greggio. (AGI)

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