Una guerra fredda per l’acqua tra Turchia, Siria, e Iraq

Dai tempi dell’impero ottomano l’acqua è al centro degli equilibri geopolitici del Medio Oriente. Oggi la Siria sta affrontando una delle più grandi crisi idriche della sua storia: una vasta area coltivabile del paese è soggetta ad un rapido processo di desertificazione che sta causando migrazioni verso le aree urbane e enormi danni all’economia del Paese.

Damasco ha sempre mantenuto riserve di grano per almeno 3 anni, ma la riduzione della superficie dedicata alle coltivazioni ha reso necessario per la prima volta ricorrere alle importazioni per sfamare la popolazione. Sullo sfondo l’assenza di un adeguato sistema di irrigazione in una regione che vede passare il Tigri e l’Eufrate, i due più grandi fiumi dell’area mesopotamica che si estende fra Turchia, Iraq e Siria.

Mentre si cerca di far arrivare le acque del Tigri nella zona desertica crescono le tensioni con Ankara: la guerra per il controllo dell’acqua dell’Eufrate si combatte a suon di dighe e vede in vantaggio la Turchia grazie alla costruzione della grande diga Ataturk. Ma il clima cambia giorno dopo giorno, i grandi fiumi sono sempre più sfruttati, la popolazione cresce a dismisura e le risorse idriche diminuiscono. Non è difficile immaginare come la guerra per l’oro blu possa sfociare nei prossimi anni in conflitti anche armati, in una regione politicamente instabile e carica di tensioni come il Medio Oriente.

Info:

http://www.assopace.org/index.php?option=com_content&view=article&id=91:turchia-guerra-delle-dighe-con-siria-e-iraq-&catid=27:medioriente&Itemid=55

http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4304